venerdì 1 giugno 2012

la meditazione come uno strumento del counselling a mediazione corporea

Tra gli strumenti del counselling a mediazione corporea mi piace utilizzare, quando possibile, anche la meditazione.

Occorre prima precisare cosa s'intende per meditazione.
Di seguito alcuni brevi estratti dalla mia tesi

Laboratorio Interiore Tecniche di meditazione nel counseling

"Per meditazione s'intende una pratica antichissima basata sull'osservazione del flusso dei pensieri.
E' la chiara consapevolezza delle cose come sono in realtà, qui e ora ;
il non immaginarle come pensiamo di volerle"


Alessandro Del Genio, MEDITAZIONE UNIVERSALE il proposito patristico, p.13

Esistono vari tipi di meditazione a seconda delle filosofie e delle religioni.
Alcune meditazioni si basano sulla concentrazione,sulla focalizzazione, altre tecniche partono dall'osservazione del flusso di pensieri, senza identificarsi con essi,per trascendere la mente e creare il vuoto.


"Le tecniche di meditazione tra le quali è possibile la scelta sono in numero concertante: tecniche Zen, yoga,del tantrismo, del sufismo(per non menzionare il cristianesimo e lo hasidismo che posseggono anch'essi tecniche loro proprie).
La tecnica che conviene ad ogni individuo si può determinare soltanto sperimentalmente"

Ma Satya Bharti pag.11-12 del libro di Bagwan Shree Rajnesh: Meditazione dinamica l'arte dell'estasi interiore.

Alle svariate tecniche si vanno ad aggiungere le meditazioni attive di Osho.
Secondo la visione di Osho l'uomo occidentale, a causa della vita frenetica e veloce che conduce, è talmente carico di tossine e di stress che passare IMMEDIATAMENTE da questo stato di azione, di movimento, ad uno di stasi,meditativo gli risulta assai difficile.
Queste meditazioni lavorano sulla dualità e sono suddivise in fasi diversi che alternano movimento e stasi.

*In realtà tutti gli stadi sono preparatori allo stadio finale, la meditazione vera e propria.

"Devi espellere tutta la spazzatura di cui è piena la tua mente.Se non ti sei scaricato non puoi sedere in silenzio."

All'interno della visione di crescita interiore sviluppata da Osho, le emozioni non devono e possono essere represse, ogni individuo dovrebbe viverle e sperimentarle consapevolmente attraverso una catarsi in un ambiente protetto.

"Catarsi, espressione di un'emozione, talvolta spettacolare (collera, crisi, songhiozzi...) che permette eventualmente un'abreazione (scambio emozionale che libera di un trauma passato) seguita di distensione o da sdrammatizzazione- In Gestalt, la catarsi non è ricercata sistematicamente, come in seguito all'amplificazione del sentire. E' generalmente seguita da una verbalizzazione, che favorisce l'integrazione"
Serge Ginger,Iniziazione alla Gestalt l'arte del contatto p. 152

"...la tua energia ha bisogno di essere espressa, necessita di una catarsi.Hai una quantità di energia impressionante e nessuna azione con cui esprimerla. Lasciala fluire!Attraverso l'azione ti fondi con l'esistenza. E quando l'energia se ne sarà andata e ti rilasserai, allora sarei in silenzio: trova uno spazio tranquillo nello stagno e rilassati lì"
Osho, Il gioco delle emozioni, liberarsi da rabbia, paura e gelosia, pag.185

Riassumendo :

Le tecniche attive (qualora ci siano tutte le condizioni ideali per poter essere svolte) permettono, attraverso il gioco e il movimento fisico di espellere le tossine e tirar fuori le emozioni represse.
Questo permette, in una seconda fase, il sopraggiungere di un silenzio che concede di ascoltare, osservare, sentire i pensieri, il corpo, l'intorno, un silenzio dove cercare il vuoto, trascendere gli stessi pensieri.


...l'ideatore delle meditazione attive pronunciandosi su di esse affermò

Un maestro crea situazioni che voi, lasciati a voi stessi,potreste evitare,e proprio quelle situazioni che conducono alla vostra crescita. Tutto quello che fa è una tecnica, uno stratagemma.


...E' consigliabile praticarle con una certa costanza sia per beneficiarne degli aspetti positivi che per imparare ad eseguirle correttamente, come è importante eseguirle agli inizi in presenza di una persona che abbia una profonda conoscenza della tecnica e sia pronta a sostenere eventuali catarsi.
Ma anche praticate saltuariamente, o come esperienze uniche, possono essere validi strumenti d'inviduazione dell'area problematica su cui "lavorare" ( e qui entra in gioco, in questo caso, il counsellor a mediazione corporea che abbia anche seguito un percorso di anni in questo senso).


Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore.
Sigmund Freud
.


per sorridere...


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