sabato 30 giugno 2012

la nostra bussola interiore

Qualsiasi via è solo una via e non c'è nessun affronto a sè stessi o agli altri nell'abbandonarla se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare.
Esamina ogni via con accuratezza e ponderazione.
Provala tutte le volte che lo ritieni necessario.
Quindi poni a te stesso, A TE,soltanto una domanda :
"Questa via ha un cuore?"
Se lo ha, la via è buona.
Se non lo ha, non serve a niente.


Carlos Castaneda

Tutti abbiamo una bussola interiore che può permetterci di districarci lungo le strade della vita e percorrerle serenaMente.
Questa bussola è il cuore.
ImpariAmo a centrarci su di essa e ad affidarci alla sua guida.

Non sempre è semplice,può capitare che la voce della mente si sovrapponga a quella del cuore dandoci la sensazione di essere disorientati, facendoci scambiare le due voci.
Ma noi possiamo permetterci di ascoltare quello che il cuore ha da dirci.
La nostra bussola interiore , se ascoltata e

seguita, non fallisce mai.

mercoledì 13 giugno 2012

qualcuno con cui parlare

A volte abbiamo voglia di parlare, ma sembra che nessuno ci ascolti veramente.
A volte la voglia diventa un bisogno vero e proprio perchè stiamo attraversando una fase delicata e tutti sembrano andare troppo di fretta per fermarsi ad ascoltarci.

E rimaniamo soli con noi stessi, chiusi nel nostro mondo personale, con le nostre parole in sospeso.

"Che faccio?", "Con chi parlo?","Non mi ascolta nessuno","Nessuno ha tempo per me"...

E' in questi casi che , invece di riversare tutto dentro, si può scegliere di parlare con un counselor ed essere così finalmente ascoltati e sostenuti.
A volte basta poco...soltanto una scelta...

venerdì 8 giugno 2012

La gioia e il dolore

La vostra gioia
é il vostro dolore senza maschera.
E quella stessa fonte
da cui sgorga il vostro riso
é stata molte volte
colma delle vostre lacrime.
Quanto più in fondo vi scava il dolore
tanta più gioia voi potrete contenere.
Il legno del liuto
che accarezza il vostro spirito
non é forse scavato dal coltello?
Quando siete contenti
guardate in fondo al cuore
e troverete che soltanto
ciò che vi ha dato dolore
vi dona la gioia.
Alcuni dicono :
"La gioia é più grande del dolore"
e altri :"Il dolore è più grande"
in realtà sono inseparabili.
Essi giungono insieme
e quando una si siede con voi
alla vostra mensa,
l'altro é disteso sopra il vostro letto.
Voi siete come bilance
sospese fra il dolore e la gioia.
Gibran Kahil Gibran

martedì 5 giugno 2012

"Meditazione dinamica: lo sport trasformato"

Navigando nel web, alla ricerca di testimonianze valide sulla meditazione dinamica, che ho sperimentato e trovo molto efficace, ho letto un'intervista a Devapath Peters, medico, che spiega in modo esauriente questo tipo di meditazione attiva che va eseguita al mattino.
Chi meglio di un medico e meditatore potrebbe andar meglio a fare una descrizione completa di questa tecnica?
L'intervista è interamente riportata dal sito

Potete leggerla di seguito.Ho evidenziato alcune parole chiave per il counselling a mediazione corporea.


Dalla Germania, Devapath Peters MD oltre ad essere medico, è terapista del respiro, della primal, dell’arte del relazionarsi intimamente, e della dinamica della leadership.
Conduce gruppi in tutto il mondo, attualmente sta scrivendo un libro sulla trasformazione personale e sta incidendo una serie di CD sulle meditazioni attive connesse al respiro.

Per me la Dinamica fornisce una trasformazione dell’attività sportiva. Sto parlando dello sport inteso in senso positivo – come i samurai che combattono fra di loro, come fosse un gioco, senza competizione.
La Dinamica è una moderna trasformazione dello sport non solo perché corpo e mente si riavvicinano veramente – crea un ponte tra corpo e mente - ma la Dinamica lavora anche sul condizionamento che abbiamo sulla competizione.
E’ una vera attività fisica che fondamentalmente fai per te stesso, per cui non c’è nessuno con cui competere. Qualsiasi programma condizionato tu possa avere – che tu voglia fare la Dinamica molto bene, sia che la saboti perché combatti contro le tue stesse energie – con la Dinamica tutto diventa molto chiaro.

Quale è la diversità di incidenza della Dinamica e di una qualsiasi attività sportiva come il correre?

Anche se nello jogging puoi osservare la tua mente, quello che manca – specialmente all’inizio – è l’elemento emotivo e di apertura al sentire in generale.
Anche se i tennisti della nuova generazione respirano più rumorosamente quando giocano, questo non è sufficiente per il rilascio delle emozioni. Pur facendo uscire alcune emozioni, lo jogging non crea una profonda connessione tra le emozioni e il loro rilascio. Può servire per far uscire un po’ di rabbia, forse, ma più spesso si utilizza lo jogging per reprimere e controllare le emozioni anziché per trasformarle e riconnettersi con l’arte del sentire.
Possiamo definire se si tratta di sport, terapia e meditazione a seconda di quanto queste pratiche incidano sugli strati del carattere di una persona.

Con la Dinamica, a differenza degli sport tradizionali, penetri e vai oltre gli strati della personalità.
Questa dimensione in occidente è stata resa chiara da W. Reich quando ha scoperto gli strati di energia nella nostra personalità. Gli sport toccano solamente gli strati più esterni. La terapia va lievemente più in profondità ma rimane ancora alla periferia confinata all’interno della personalità. La meditazione classica tocca strati più profondi. Lo strato più superficiale, quello che Perls chiama “lo strato della cacca di gallina” corrisponde alle regole sociali, dietro a questo c’è lo strato delle credenze sociali. Entrambi sono modi di vivere molto superficiali. L’attività sportiva solitamente si muove all’interno di questi due livelli.
La terapia rivoluzionaria, iniziata con Reich, ha osservato meglio lo strato successivo: lo strato della modalità espressiva dimenticata. Reich lo chiamò lo strato della distruzione, catarsi o negatività.
Dopo questo strato viene quello che la terapia a volte raggiunge: lo strato dell’energia vitale e orgasmica dove sei riconnesso con il succo della vita. Poi viene lo strato che Freud ha menzionato e successivamente rinnegato: lo strato della morte. Normalmente la terapia si ferma prima. Ma la meditazione va avanti, allo strato della morte e arriva al cuore, all’essenza o alla qualità del Buddha, o come tu lo voglia chiamare.

Le terapie più evolute parlano di “strato centrale”, ma nella meditazione diventa molto chiaro che esistono livelli più profondi ancora di quelli che i terapisti riconoscono come essere il nucleo. Loro si fermano alla identificazione corpo-mente, la meditazione va oltre.
E’ possibile mantenere lo strato più esterno della personalità, cioè la “merda di gallina”, solo con una respirazione superficiale. Devi respirare il più superficialmente possibile per reprimere i tuoi sentimenti; se non trattieni il respiro non ci può essere repressione. Nel momento in cui rompi il contratto sociale di reprimere il respiro, ti scontri con questo livello sociale. Inizi a sgomberare il campo e a riconnetterti con il tuo mondo interiore nascosto.. nascosto nell’inconsapevolezza.
Nel primo stadio della dinamica, ti ricarichi, rompi gli schemi sociali e ti sposti nel secondo stadio, nella catarsi. Impazzisci – lasci uscire tutto quello che hai represso – per 10 minuti. Poi arrivi al terzo stadio, saltare: aprendo il centro sessuale, cioè riconnettersi con l’energia della vita… quello che la terapia chiama lo strato centrale e che, dal punto di vista meditativo, è solo a metà strada.
Poi arriva all’improvviso lo stadio dello “stop”, il silenzio. Che cosa succede a questo punto? Muori.. muori al tuo corpo, alla mente, alle tue emozioni. Incontri lo strato della morte e a volte intravedi qualcosa al di là di essa.
Dopo aver attraversato lo strato della morte, entri nella celebrazione dello stato del Buddha.


Qual è il significato del “respiro di fuoco” fatto nel primo stadio – l’espirazione forzata?

Il motivo della respirazione di fuoco, caotica, veloce, profonda sta nei sui effetti su corpo, mente ed emozioni. E’ una sorta di “pulizia dell’anima”. Con il respiro energizzi in modo incredibile il corpo, crei una confusione nei modelli mentali rigidi e condizionati e un’apertura per il rilascio delle emozioni. La tua anima può finalmente respirare di nuovo!
E’ un trattamento anti-acido. L’acidità è prima di tutto a livello corporeo. Nel nostro corpo abbiamo così tanta acidità perché tratteniamo troppo biossido di carbonio. Giornalmente il corpo è costretto a lavorare molto per neutralizzarlo e si stanca. Se lo immagazzini nei polmoni o nei tessuti ti rende emotivamente scontroso. Tensioni emotive permanenti fanno stare i muscoli in uno stato di contrazione cronica. Non hai più bisogno di fare body-building perché la tensione cronica forgia i tuoi muscoli!
Per far lavorare i muscoli hai bisogno di più ossigeno, ma trattieni il respiro; abusi delle tue fonti di energia, produci più spazzatura – che stagna nel corpo – e sei ancor più stanco ed esausto e finisci con il rovinarti la salute.
Non facciamo circolare il respiro in modo appropriato nei polmoni, così molta aria stantia rimane bloccata lì.
Nella Dinamica scarichi al massimo i polmoni. Devi fare una ispirazione profonda ed un’espirazione ancora più profonda. Svuoti l’enorme riserva di aria bloccata che normalmente non utilizzi a causa della respirazione poco profonda.Attingendo da questa riserva fai uscire tutti i veleni che sono lì.
Pertanto, a mio giudizio, la respirazione di fuoco è un anti-acido a livello fisico, un anti-rabbia a livello psicologico. Noi siamo così “acidi”, così arrabbiati, perché abbiamo immagazzinato troppa acidità nei nostri corpi a causa del nostro condizionamento repressivo.
Dal punto di vista delle polarità .. il respiro è come un circolo, yin-yang nella medicina cinese. Quando sei impaurito inspiri, nel rilassamento espiri. Una società repressa che si basa su paura e tensione, cronicamente tende di più a inspirare e a trattenere il respiro. E’ il lato maschile del respiro. E’ il lato del fare; hai bisogno di inspirare per essere pronto per l’azione. La paura è il lato femminile. Questa è l’espirazione ed è anche il lato del lasciar andare, del rilassamento e della fiducia.

Puoi notare che una società che incoraggia il trattenimento del respiro è molto orientata verso il lato maschile e condanna la parte femminile. Oppure puoi notare che se, in certe società, la donna è condannata, la società stessa condannerà sempre l’espirazione ed anche le qualità ad essa correlate.
Nel primo stadio, se ti focalizzi sul far uscire il respiro, stai ridando potere al lato femminile.Devi andare ad un livello esagerato del lato femminile per ritornare ad uno stato naturale di equilibrio tra inspirazione ed espirazione.A livello psicologico profondo – maschile significa vita – l’inspirazione - e femminile, l’espirazione, significa la morte. La nostra paura latente si riflette nella nostra paura di espirare profondamente.
Altro modo per spiegare: Osho parla dell’inspirazione paragonandola alla solitudine, l’espirazione all’amore. Semplicemente osservando il modo di respirare dei membri di una società riesci a tracciare un profilo sociale. Semplicemente osservando il respiro delle persone, puoi vedere se le loro vite sono radicate nell’amore o nella paura.Solo osservando il tuo respiro puoi diventare consapevole del tuo modo di vivere!

Nel secondo stadio c’è la pulizia delle emozioni. Questo significa che i muscoli possono rilasciare le vecchie tensioni. Il cervello rilascia molte tensioni, probabilmente aprendo nuovi sentieri tra le due diverse parti del cervello che sono rimaste bloccate dalle emozioni sin dai tempi dell’infanzia e che non hanno permesso lo sviluppo di una intelligenza più profonda. Il sistema circolatorio inizia nuovamente a rilassarsi. Ci spostiamo da un incontro ravvicinato con un attacco mortale di cuore verso un attacco d’amore e di gioia.
Se tu porti qualunque cosa porti al massimo della sua attività, poi ti puoi rilassare ad un livello molto più profondo. E non dimenticare, il rilassamento più profondo è la meditazione.

Per alcune persone il terzo stadio della Dinamica – saltare su e giù urlando “Hoo” per 15 minuti – è veramente una grande sfida. Cosa succede durante questo stadio?

Originariamente nei “campi di meditazione” di Osho, il terzo stadio consisteva nel respirare profondamente, lasciando il corpo libero di muoversi, intanto chiedevi a te stesso “Chi sono io?”… continuandolo a ripetere come un martellamento sulla tua consapevolezza. Ancora adesso si riesce a sentire l’eco della versione originaria della Dinamica nel terzo stadio..
La posizione delle braccia distese verso l’alto sopra la testa mentre stai urlando “hoo” – sembra che apra il diaframma. Saltare con le braccia alzate è qualcosa che facevi da bambino: alzando le braccia alzi la tua energia. Puoi immaginare che le braccia ti stiano tirando su. Un bambino ama fare questo – distendere le braccia.
Se, invece, lasci che le braccia stiano giù, continui a tenere il controllo nelle spalle e collo e tieni le costole in una posizione di chiusura. Quando ti apri, le costole si espandono, il diaframma si rilassa e usi i muscoli della schiena che normalmente sono contratti.
Inoltre, quando apri il diaframma .. è come la vibrazione del tamburo. La vibrazione del suono e del respiro entra in contatto con la base pelvica, con il diaframma, con la parte superiore dei polmoni, con la base muscolare della bocca e con l’intera struttura ossea della testa, inclusa la base del cervello. Nel saltare, tutti gli strati vibrano e suoni il “tamburo” con lo “hoo”. Questa vibrazione pulisce a livello fisico, energizza il sistema nervoso e permette di far venire in superficie le energie nascoste.

La Meditazione Dinamica crea una consapevolezza psicosomatica: senti il tuo corpo. Raggiungi una connessione diversa con il tuo corpo-mente, perché – questa è la naturale conseguenza – senti di nuovo te stesso. Sentendoti inizi nuovamente a volerti bene. In amore con la vita, una nuova libertà ti sta aspettando!

Nel contatto con il mondo esterno noi usiamo la maggior parte della nostra energia attraverso gli occhi. Così ha senso chiuderli quando ci muoviamo verso il dentro – come, per esempio, durante tutta la Dinamica - in modo che tutta la nostra energia si muova in questa direzione. Vedi qualche altro significato nel tenere gli occhi chiusi, persino bendati, come Osho suggerisce?

Chiudendo gli occhi ti connetti con le qualità femminili. Questo è menzionato nel libro “Il Segreto dei Segreti” di Osho.
L’energia maschile si muove attraverso gli occhi, quella femminile attraverso le orecchie. Gli occhi sono più aggressivi e le orecchie possono solo recepire… il che è una sfida totale per la tua mente, perché quando chiudi gli occhi e ti focalizzi sull’ascoltare, apri nuove strade.
Può essere che gli occhi siano connessi con la parte logica del cervello, mentre l’ascoltare è connesso con il lato intuitivo. Se è così, chiudere gli occhi durante la Dinamica dovrebbe essere un aiuto nel creare un ponte tra i due emisferi. E una ulteriore integrazione
di entrambi gli emisferi potrebbe portare una rivoluzione nella nostra vita.






La vita è un affare complicato. Ci sono buone notizie e cattive notizie.
La buona è che non c’è bisogno di nessuna tecnica.
Ma quella cattiva è che senza tecniche non riuscirai ad arrivarci.


Osho, ideatore della meditazione dinamica e delle meditazioni attive

venerdì 1 giugno 2012

la meditazione come uno strumento del counselling a mediazione corporea

Tra gli strumenti del counselling a mediazione corporea mi piace utilizzare, quando possibile, anche la meditazione.

Occorre prima precisare cosa s'intende per meditazione.
Di seguito alcuni brevi estratti dalla mia tesi

Laboratorio Interiore Tecniche di meditazione nel counseling

"Per meditazione s'intende una pratica antichissima basata sull'osservazione del flusso dei pensieri.
E' la chiara consapevolezza delle cose come sono in realtà, qui e ora ;
il non immaginarle come pensiamo di volerle"


Alessandro Del Genio, MEDITAZIONE UNIVERSALE il proposito patristico, p.13

Esistono vari tipi di meditazione a seconda delle filosofie e delle religioni.
Alcune meditazioni si basano sulla concentrazione,sulla focalizzazione, altre tecniche partono dall'osservazione del flusso di pensieri, senza identificarsi con essi,per trascendere la mente e creare il vuoto.


"Le tecniche di meditazione tra le quali è possibile la scelta sono in numero concertante: tecniche Zen, yoga,del tantrismo, del sufismo(per non menzionare il cristianesimo e lo hasidismo che posseggono anch'essi tecniche loro proprie).
La tecnica che conviene ad ogni individuo si può determinare soltanto sperimentalmente"

Ma Satya Bharti pag.11-12 del libro di Bagwan Shree Rajnesh: Meditazione dinamica l'arte dell'estasi interiore.

Alle svariate tecniche si vanno ad aggiungere le meditazioni attive di Osho.
Secondo la visione di Osho l'uomo occidentale, a causa della vita frenetica e veloce che conduce, è talmente carico di tossine e di stress che passare IMMEDIATAMENTE da questo stato di azione, di movimento, ad uno di stasi,meditativo gli risulta assai difficile.
Queste meditazioni lavorano sulla dualità e sono suddivise in fasi diversi che alternano movimento e stasi.

*In realtà tutti gli stadi sono preparatori allo stadio finale, la meditazione vera e propria.

"Devi espellere tutta la spazzatura di cui è piena la tua mente.Se non ti sei scaricato non puoi sedere in silenzio."

All'interno della visione di crescita interiore sviluppata da Osho, le emozioni non devono e possono essere represse, ogni individuo dovrebbe viverle e sperimentarle consapevolmente attraverso una catarsi in un ambiente protetto.

"Catarsi, espressione di un'emozione, talvolta spettacolare (collera, crisi, songhiozzi...) che permette eventualmente un'abreazione (scambio emozionale che libera di un trauma passato) seguita di distensione o da sdrammatizzazione- In Gestalt, la catarsi non è ricercata sistematicamente, come in seguito all'amplificazione del sentire. E' generalmente seguita da una verbalizzazione, che favorisce l'integrazione"
Serge Ginger,Iniziazione alla Gestalt l'arte del contatto p. 152

"...la tua energia ha bisogno di essere espressa, necessita di una catarsi.Hai una quantità di energia impressionante e nessuna azione con cui esprimerla. Lasciala fluire!Attraverso l'azione ti fondi con l'esistenza. E quando l'energia se ne sarà andata e ti rilasserai, allora sarei in silenzio: trova uno spazio tranquillo nello stagno e rilassati lì"
Osho, Il gioco delle emozioni, liberarsi da rabbia, paura e gelosia, pag.185

Riassumendo :

Le tecniche attive (qualora ci siano tutte le condizioni ideali per poter essere svolte) permettono, attraverso il gioco e il movimento fisico di espellere le tossine e tirar fuori le emozioni represse.
Questo permette, in una seconda fase, il sopraggiungere di un silenzio che concede di ascoltare, osservare, sentire i pensieri, il corpo, l'intorno, un silenzio dove cercare il vuoto, trascendere gli stessi pensieri.


...l'ideatore delle meditazione attive pronunciandosi su di esse affermò

Un maestro crea situazioni che voi, lasciati a voi stessi,potreste evitare,e proprio quelle situazioni che conducono alla vostra crescita. Tutto quello che fa è una tecnica, uno stratagemma.


...E' consigliabile praticarle con una certa costanza sia per beneficiarne degli aspetti positivi che per imparare ad eseguirle correttamente, come è importante eseguirle agli inizi in presenza di una persona che abbia una profonda conoscenza della tecnica e sia pronta a sostenere eventuali catarsi.
Ma anche praticate saltuariamente, o come esperienze uniche, possono essere validi strumenti d'inviduazione dell'area problematica su cui "lavorare" ( e qui entra in gioco, in questo caso, il counsellor a mediazione corporea che abbia anche seguito un percorso di anni in questo senso).


Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore.
Sigmund Freud
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per sorridere...